giovedì 20 febbraio 2014

COMUNICAZIONE AGLI UTENTI DELLA RETE VIA MAIL



PER  MOTIVI  TECNICI  NON  DIPENDENTI 

DALLA  NOSTRA  REDAZIONE 

LA  DIFFUSIONE  VIA  MAIL  DEI  MESSAGGI  DELLA

RETE  DI  INFORMAZIONE  DELLE  DUE  SICILIE

E'  MOMENTANEAMENTE  SOSPESA

RIPRENDEREMO  APPENA  POSSIBILE









venerdì 31 gennaio 2014

Borbone e conciliazione familiare. Atto di Conciliazione della Real Casa di Borbone.




DOCUMENTO UFFICIALE DEL MOVIMENTO NEOBORBONICO. 


In occasione dell'annuale Raduno Neoborbonico per l'anniversario (1861-2014) della caduta della Fortezza di Gaeta e della fine del Regno e nel Giorno della Memoria delle Due Sicilie, il Movimento Neoborbonico, con il Consiglio Direttivo e le Intendenze/Delegazioni italiane ed estere, firmerà il seguente documento. 

"I Borbone e la pace familiare. Documento ufficiale  del Movimento Neoborbonico. 
In occasione della beatificazione di Maria Cristina Regina delle Due Sicilie a Napoli, il 25 gennaio, è stato firmato un atto per la conciliazione e la pace familiare tra i due rami (quello Napoletano e quello  Spagnolo)  della Famiglia Borbone Due Sicilie rappresentati dal Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie Duca di Castro e dal Principe Pedro di Borbone delle Due Sicilie Duca di Noto. L’atteso accordo si è concretizzato grazie alla generosa volontà del Duca di Castro e grazie all’esperienza diplomatica dell’Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, Capo della Sua segreteria, nel segno della concordia e dei valori cristiani che da sempre caratterizzano la Famiglia Borbone Due Sicilie.
Il Movimento Neoborbonico, con il Consiglio Direttivo e tutte le Intendenze-Delegazioni italiane ed estere, nel rispetto dell’accordo del 25 gennaio 2014 e verso tutti i rappresentanti di una grande dinastia che seppe rendere grandi Napoli e il Sud, esprime la sua felicità per la ritrovata e preziosa concordia e continuerà a seguire, nel consueto e crescente affetto e nelle Sue attività sociali e culturali, il Capo della Real Casa Sua Altezza Reale il Duca di Castro Carlo di Borbone delle Due Sicilie con la Principessa Camilla Duchessa di Castro e le Principessine Maria Carolina, Duchessa di Palermo e Maria Chiara, Duchessa di Capri.
I Neoborbonici, fin dalla loro nascita nel 1993, hanno trovato nella Famiglia Reale Napoletana i simboli viventi della memoria storica, delle tradizioni e dei valori delle Due Sicilie, di diritto e di fatto rappresentati, dal passato al presente, dal presente al futuro, dal compianto Don Ferdinando, dall’attuale Capo della Casa, il Principe Carlo Duca di Castro fino alla giovanissima Principessa Maria Carolina, sicuri della continuità dei legami forti e profondi conservati, con costanza e con gioia, con le terre e con i Popoli delle Due Sicilie".

Gaeta, 14 febbraio 2014

CONSIGLIO DIRETTIVO, INTENDENZE E DELEGAZIONI 
MOVIMENTO NEOBORBONICO




lunedì 27 gennaio 2014

I Borbone a Napoli






Grande entusiasmo e grande affetto per i Borbone presenti a Napoli in occasione della beatificazione di Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie nella Basilica di Santa Chiara.
Dopo la solenne e suggestiva cerimonia presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe in una chiesa gremita e alla presenza dei rappresentanti delle più importanti famiglie nobili d'Europa, gli ultimi discendenti della dinastia borbonica guidati dal Principe Carlo di Borbone Duca di Castro con Camilla Duchessa di Castro e le piccole Maria Carolina e Maria Chiara, principessine di Palermo e di Capri, sono stati salutati da centinaia di persone con bandiere borboniche.
La Fanfara dei Civici Pompieri in uniformi del tempo ha eseguito l'Inno delle Due Sicilie di Paisiello di fronte ad una folla rappresentativa di una Napoli e di un Sud sempre più legati alla propria storia e ai suoi simboli viventi.  
Fiori e gigli per le Principesse, una confezione di "sigari delle Due Sicilie" di Di Marino nel ricordo di Re Ferdinando II (amante dei sigari), vini tipici di "Borbonico.eu" tra passato e futuro per il Principe e, per le Principessine, due "Barbie borboniche" vestite con piccoli di abiti in seta di San Leucio e ricami di stemmi delle Due Sicilie a cura delle sarte di S. Gregorio Armeno e del maestro Vucai.
Nel pomeriggio centinaia di bambini e di bandiere, invece,  presso la parrocchia di S. Pietro Apostolo a S. Pietro a Patierno, hanno salutato la Famiglia Reale ringraziandola con grande calore per i doni anche con uno striscione ("Famiglia Reale: benvenuta a casa"). L'appuntamento, nel segno della solidarietà cristiana della Beata Maria Cristina e della dinastia borbonica, sempre profondamente e autenticamente cattolica, ha fatto seguito all'incontro di venerdì pomeriggio presso la Fondazione Rione Sanità a Napoli.







giovedì 23 gennaio 2014

Maria Cristina di Savoia



LA REGINA SANTA

Con i Borbone a Santa Chiara 

per la beatificazione di 

Maria Cristina 

Regina delle Due Sicilie








Sabato 25 gennaio presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli, con una solenne cerimonia presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe, Maria Cristina di Savoia, Regina del Regno delle Due Sicilie, sarà beatificata. 
Saranno presenti i discendenti delle famiglie nobili più importanti d’Europa (alcuni graditi, altri meno graditi a Napoli e nel Sud). Per sottolineare l’appartenenza della nostra Regina Beata saranno presenti anche tutti i componenti della famiglia Borbone Due Sicilie nel mondo, in testa il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro, la Duchessa Camilla, le Principessine Maria Carolina e Maria Chiara. 
Per i tanti che amano i Simboli Viventi della nostra storia è un’occasione per dimostrargli (con una presenza più che mai necessaria) tutto il nostro affetto; è un’occasione, inoltre, per dimostrare tutta l’indifferenza per case reali che non hanno alcun rapporto con la nostra antica capitale e la nostra antica Patria.


L’Appuntamento dei Compatrioti ed amici 


è nel CORTILE DI SANTA CHIARA SABATO 25 GENNAIO, alle ore 12.00, e cioè appena dopo la cerimonia religiosa che avrà inizio alle 11, con bandiere e fiori per gli ultimi discendenti di una dinastia che seppe fare grandi Napoli e il Sud.



Secondo Appuntamento

Nel segno dei valori cristiani ben rappresentati da Maria Cristina e dalla dinastia Borbone, tra passato e presente, dopo la cerimonia religiosa, SABATO 25 ALLE ORE 16.00, il Movimento Neoborbonico accompagnerà la Famiglia Reale presso la chiesa di San Pietro Apostolo (S. Pietro a Patierno-Capodichino) per l’assegnazione di doni e borse di studio alla comunità guidata da Don Francesco Cirino. Il giorno precedente una visita presso la Fondazione Rione Sanità presso i padri Vincenziani.


La storia

 La Beata Maria Cristina, nata a Cagliari nel 1812, era figlia di figlia del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I (1759-1824), fiero oppositore della rivoluzione francese e del liberalismo. Fu moglie di Ferdinando II di Borbone e madre di Francesco II, ultimi Re delle Due Sicilie. Per molti aspetti (storici, politici e religiosi) fu un simbolo del “contro-Risorgimento” ed è stato questo uno dei motivi principali delle difficoltà del processo di beatificazione. Il matrimonio con Ferdinando fu celebrato nel 1832: il 30 novembre gli sposi arrivarono a Napoli da Genova accolti da una folla festante; il giorno dopo si recarono in vista al Duomo di Napoli. Una parte del denaro previsto per le nozze fu assegnata a 240 ragazze bisognose di doti e ad altre opere caritatevoli. Fu un matrimonio felice, come testimoniano le lettere della sovrana: un matrimonio segnato dallo scambio di idee e sentimenti cristiani nonostante la diversità dei caratteri e al contrario di quanto sostenuto in diverse, consuete ma superate “leggende” antiborboniche.  La “reginella santa” fu amata a Napoli per la sua profonda religiosità e per le sue opere di pietà e carità. Morì il 31 gennaio del 1836 pochi giorni dopo la nascita di Francesco, fu sepolta nella Cappella dei Borbone a Santa Chiara l’8 febbraio. 
Fu considerata “napoletana” a tutti gli effetti anche a livello popolare e già subito dopo la morte in tanti si recavano in preghiera sulla sua tomba. Nel 1853, con i Borbone, l’inizio del processo di beatificazione a riprova della “piena coscienza dinastica”, come ammise lo stesso Croce. Alcuni “briganti” arrestati nel 1861 furono trovati con alcune bandiere che riproducevano da un lato l’Immacolata Concezione e dall’altro Maria Cristina inginocchiata davanti alla Madonna mentre calpesta la croce dei Savoia. Dichiarata “venerabile” da Papa Pio IX nel 1859, nel 2014 è stata finalmente dichiarata “beata”.




sabato 18 gennaio 2014

Quando in Calabria c'erano le farfalle


di Antonio Grano

Nel solito, assordante silenzio degli organi di informazione di massa, nel 2010 a Cetraro (Calabria Saudita) si svolse una manifestazione di cittadini che si ribellarono dopo aver scoperto che a poche miglia dalle loro spiagge era stata fatta affondare una nave russa, carica di scorie radioattive, che i porti del Nord avevano molto opportunamente evitato come la peste. Tutti presi dalle sempiterne vicende politiche sui soliti governi di larghe o meno larghe intese, gli organi di disinformazione di massa sversarono nella vecchia discarica della memoria le sacrosante preoccupazioni di quella gente. Nessuna attenzione a quei miserabili calabresi che osarono invocare la restituzione dei tesori che l’avida e famelica Padania gli aveva rubato: il cielo, il mare, le stelle, l’aria. I “padani” non sanno dov’è Cetraro. Non sanno che quei siti giacciono nella bolgia degli inquinati. Quella che è stata depositata nei loro mari e nelle loro terre è la monnezza radioattiva prodotta dalle loro dannate fabbriche di morte e dalla loro micidiale ideologia capitalistica. Il capitalismo padano ha distrutto un lembo di paradiso. La Calabria era il paradiso terrestre. Fino a poche decine di anni fa l’acqua del mare era pura; la si poteva bere. C’erano le nostre meravigliose foreste, i nostri laghetti, i nostri ruscelli; c’erano le lucciole, i grilli, le cicale, le farfalle, le lucertole. Il pesce della nostra Calabria lo si poteva mangiare crudo. Fino a poche decine di anni fa noi calabresi non conoscevamo la parola ‘ndrangheta, per il semplice motivo che non esisteva se non nella letteratura di alcuni studiosi di antropologia.. Non esisteva come formazione malavitosa così come la conosciamo oggi. Il termine ‘ndrangheta apparve formalmente per la prima volta in un articolo di Corrado Alvaro sul Corriere della Sera del 1955, guarda caso, quando il capitalismo iniziava a mettere le “mani sulle città”.
I calabresi erano gente buona, onesta, solidale, e per chi ci crede, timorata di Dio. I vecchi contadini calabresi erano grandi amici della terra. L’amavano, la trattavano come una loro creatura. La rispettavano! Questi erano i calabresi e la Calabria prima che fossero contagiati e infettati dall’ideologia dello “sviluppo” del “consumo” e della “crescita” capitalistica. Oggi la Calabria (per non parlare della Campania) è diventata la discarica a cielo aperto del Nord “progredito” e “civilizzato”. I predatori piemontesi nell ’860 invasero, saccheggiarono e depredarono il Mezzogiorno facendone una loro colonia; i loro nipotini hanno distrutto e devastato quel poco ch’era rimasto da distruggere e devastare. Ci sono le armi chimiche provenienti dalla Siria? No problem: con le rassicuranti garanzie dei ministri Lupi famelici eccovi, sudditi calabresi alcune migliaia di tonnellate di armi chimiche da smaltire nel vostro porto di Gioia Tauro. Preavviso? Trattativa con le Amministrazioni locali? Manco a Parlarne. Decidiamo noi per voi. Come sempre.
Invece di mandarci le balle di armi chimiche, non potevate affidarci lo smantellamento della Costa Concordia? Siamo bravissimi, siamo attrezzarti, lo avete riconosciuto anche voi. 
No! Quella, casa nostra è e l’affideremo ad un porto civilizzato del Nord Italia.
Assabenedica Vossia!